Originario di Treviso, Sergio Scarpa si trasferì a Novara con la famiglia ancora bambino. Ha studiato diplomandosi presso l’Istituto Mossotti e conseguendo anche la maturità artistica e l’abilitazione all’insegnamento del violino. Tra il 1937 e il 1943 si era arruolato in aereonautica ottenendo la qualifica di pilota ufficiale, con la quale partecipò alla guerra. L’8 settembre lo coglie all’aeroporto di Lonate Pozzolo e la data storica è per lui decisiva per l’avvicinamento al partito comunista. Nel tempo Scarpa racconterà che in questa sua decisione aveva avuto un ruolo fondamentale Ermanno Lazzarino, medico novarese, che gli aveva svelato la vera faccia del fascismo. Il suo ingresso nella resistenza fu immediato: il suo nome di battaglia era “Geo”. Nel 1944 sostituì Mobiglia nel CLN novarese in rappresentanza del partito comunista (per il partito socialista era presente Alberto Jacometti, per la Democrazia cristiana Luigi Cappa, cui si aggiunsero poi il dottor Zorzoli per il partito d’azione e il dottor Orlando per il partito liberale). A Novara e nel novarese la figura di Geo divenne molto nota: contribuì a fondare e dirigere la Sap e le Gap a Novara.

Dopo la liberazione, entrò nel consiglio comunale del sindaco Moscatelli, a cui rimase sempre molto vicino. All’Assemblea Costituente del 1946 fu eletto con 30.697 preferenze. Fu poi eletto deputato alla Camera nel I collegio elettorale di Torino-Novara-Vercelli nel 1948 e sarà rieletto nella medesima circoscrizione nel 1953, nel 1958, nel 1963. Dal 1949 al 1959 fu segretario della Camera del Lavoro di Novara, città con la quale mantenne un forte legame, trasferendosi a Roma solo nel 1968.

Il suo programma elettorale del 1946 era particolarmente attento alle problematiche dei braccianti agricoli e dei contadini, cercando di mettere fine a trattamenti iniqui per loro e per le loro mogli.

Direttore del giornale comunista novarese “La Lotta”, invierà spesso resoconti dell’attività parlamentare alla Costituente che venivano pubblicati nella rubrica “Lettere da Roma”: era interessato a far comprendere l’utilità della Costituente e le sue cronache non furono mai banali. L’importanza che attribuiva ai lavori della Costituente emerge anche dalle numerose interrogazioni e interpellanze presentate, tutte in difesa dei lavoratori, soprattutto di Novara e dell’Ossola ed è rintracciabile anche nel profilo con cui venne presentato alle elezioni del 1948 dal giornale comunista novarese:

“Le popolazioni del Novarese lo hanno fatto deputato nelle elezioni del 2 giugno 1946 ed egli non ha certo deluso l’aspettativa che in lui ponevano i lavoratori: dinamico, entusiasta focoso e attivo come sempre egli è ha dato attività intensa al gruppo parlamentare di Montecitorio mantenendosi costantemente legato alle masse novaresi con le note e frequenti Lettere da Roma pubblicate sul giornale, le quali sono state il documento più vivo attraverso cui i novaresi hanno seguito i lavori della Costituente”[1].

Le sue carte sono conservate presso il nostro Istituto.

L’immagine di Bonomi è da Wikipedia

Bibliografia

Caterina Simiand, a cura di, I deputati piemontesi all’assemblea Costituente, Consiglio regionale del Piemonte-Franco Angeli, 1999

Sitografia di riferimento (ultima consultazione 3 giugno 2020)

https://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Scarpa

https://storia.camera.it/deputato/sergio-scarpa-19170328

https://www.anpi.it/donne-e-uomini/1418/sergio-scarpa

[1] Caterina Simiand, a cura di, I deputati piemontesi all’assemblea Costituente, Consiglio regionale del Piemonte-Franco Angeli, 1999, pag 523